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EX PM: PROCURA SALERNO CONFERMA SOTTRAZIONE ILLEGALE INCHIESTE (ANSA) - CATANZARO, 2 SET - L’europarlamentare dell’Italia dei Valori ed ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, in una dichiarazione afferma che ‘la procura di Salerno conferma ancora una volta che le inchieste Why Not e Poseidone che stavo conducendo a Catanzaro mi furono sottratte illegalmente, in seguito ad un accordo corruttivo tra i vertici degli uffici di Procura e alcuni indagati’. L’europarlamentare Idv e responsabile giustizia del partito, commentando la notizia della richiesta di rinvio a giudizio per ‘alcuni magistrati - prosegue la nota - all’epoca in servizio a Catanzaro: il procuratore della Repubblica Mariano Lombardi, il procuratore aggiunto Salvatore Murone, il procuratore generale facente funzioni Dolcino Favi. Chiesto il processo anche per i presunti beneficiari e istigatori delle condotte illecite, e cioè l’imprenditore Antonio Saladino, l’avvocato e senatore Giancarlo Pittelli, l’ex sottosegretario alle Attività produttive Pino Galati, la moglie di Lombardi Maria Grazia Muzzi, e il figlio di lei, l’avvocato Pierpaolo Greco. Tra i reati contestati ad alcuni magistrati figurano la corruzione, il falso e la corruzione in atti giudiziari’.
“Le nostre preoccupazioni sulla difficoltà di realizzare un gateway ferroviario, asse strategico per abilitare il nuovo modello logistico a Gioia Tauro, si sono dimostrate fondate”. Così in una nota il Presidente del Gruppo consiliare regionale di Italia dei valori, On.le Giuseppe Giordano, commenta l’abbandono da parte di RFI dello scalo portuale di Gioia Tauro e per il quale nei mesi scorsi era stata presentata una interrogazione al Presidente della Giunta Regionale, il quale, ad oggi,non ha ancora dato una risposta. Lo stesso partito di Italia dei valori ha posto la problematica a livello nazionale attraverso una interrogazione presentata dall’On.le Ignazio Messina ai ministri competente. Notizie di stampa - commenta Giordano - evidenziano una ripresa del traffico merci e anche il porto di Gioia Tauro, sia pur in perdita, manifesta segni di ripresa che, però, per il mancato collegamento via ferro, incide sulle prospettive di sviluppo di tutto il sistema portuale di Gioia Tauro e conseguentemente dell’area che, allo stato, non trae alcun beneficio in assenza di un servizio intermodale. Nonostante i fondi ministeriali, comunitari messi a disposizione ,le ferrovie hanno, di fatto,rinunciato alla possibile creazione di un gateway ferroviario, provocando un notevole spreco di risorse pubbliche sino ad ora impegnate per la realizzazione di un raccordo ferroviario. In questo contesto, -conclude Giordano -si registra la totale assenza della regione, che, pur ricoprendo un ruolo strategico, nulla sta facendo per incidere positivamente sulla vicenda e,al solito, assistiamo al solito valzer di dichiarazioni a cui non seguono fatti concreti. Solo un approccio sistemico al problema con un coinvolgimento effettivo di tutti gli attori potrà comportare la ricerca di soluzioni appropriate,ma la realtà che si presenta,purtroppo, è quella di una regione assente da un tavolo che deve promuovere e coordinare”. (ANSA) - REGGIO CALABRIA, 1 SET - ‘Siamo stanchi di questo bollettino di guerra: non c’e’ giorno che nei giornali della nostra regione e soprattutto nella nostra citta’ non appaiano atti di violenza, di sopraffazione e di malaffare. L’incendio dell’asilo di Condera e’ un atto indegno che colpisce i piu’ deboli ‘. Lo afferma in una nota il Capogruppo dell’Italia dei valori in consiglio regionale, Giuseppe Giordano. ‘La scuola - aggiunge - e’ stata dichiarata inagibile. Sono esterrefatto dalla barbarie che ha mosso le mani e le menti criminali di questi balordi che dimostrano ormai di non volersi fermare a nulla. Reggio e’ definitivamente alle prese con l’emergenza criminale ed e’ necessario che le forze dell’ordine facciano piena luce’. (ANSA) - REGGIO CALABRIA, 1 SET - ‘Esprimo il mio piu’ vivo disappunto per la scelta della Giunta regionale di sottrarre agli Istituti professionali calabresi la prerogativa del giudizio e del rilascio degli attestati ai propri studenti, affidando la stessa ad enti di formazione privata’. E’ quanto afferma, in una nota, il consigliere regionale di Italia dei valori, Domenico Talarico.’Con una delibera dello scorso mese di luglio - prosegue Talarico - la Giunta Scopelliti ha stabilito che in CALABRIA il giudizio finale, gli esami ed il rilascio delle qualifiche agli studenti degli Istituti professionali della nostra regione saranno interamente demandati ad agenzie formative private che, notoriamente, drenano risorse ingentissime dalla Regione per lo svolgimento di corsi di formazione, la cui ricaduta economica ed occupazionale e’ del tutto irrilevante’. A parare di Talarico ‘in questo modo si determina un’evidente discriminazione ai danni dei ragazzi e delle ragazze calabresi che sceglieranno di fare il proprio percorso di studi nella scuola professionale, anziche’ nei licei o negli istituti tecnici. Si colpisce la dignita’ degli studi in detti istituti, il principio di parita’ nell’accesso agli studi universitari; si sminuisce il valore dei titoli conseguiti, declassando gli studi nelle scuole di che trattasi da istruzione superiore a mera formazione professionale. Con evidente pregiudizio per quegli studenti che, per provenienza sociale e familiare, sono nella maggior parte dei casi, meno protetti e garantiti dei loro colleghi di liceo’. ‘A ben vedere - sostiene ancora il consigliere regionale di Idv - si tratta di un evidente passo indietro nel campo della politica scolastica, che reintroduce l’antica dicotomia tra avviamento professionale e scuola. Proprio quella dicotomia che storicamente ha negato le pari opportunita’ nella formazione delle classi dirigenti del nostro paese. Non capisco poi il modo in cui si e’ pervenuti a tale determinazione. Sarebbe stato necessario quantomeno un coinvolgimento preventivo degli operatori della scuola, dei sindacati, dello stesso Consiglio regionale, prima di assumere una decisione cosi’ devastante per il futuro di un pezzo non secondario della scuola pubblica calabrese. Non mi rassegno all’idea che la scuola, l’istruzione delle nuove generazioni, sia subordinata agli interessi del mercato della formazione: su questo versante la nuova giunta regionale sta assumendo decisioni molto gravi che pagheranno i giovani calabresi, le fasce piu’ deboli della nostra societa”.
«Se una cospicua parte di società civile, al pari di una fetta del centrodestra in Parlamento, continua a sfogliare la classica margherita, interrogandosi ad oltranza sulla necessità di voltare le spalle una volta per tutte al berlusconismo, il vero cambiamento del Paese resterà una chimera confinata lungo una linea di orizzonte assai lontana. Bisogna invece fare una definitiva scelta di campo, come quella compiuta dieci anni orsono dai fondatori di Italia dei Valori e ancor prima dal sottoscritto nonché dall’on. De Magistris più di recente nel momento in cui entrambi abbiamo deciso di lasciare la magistratura per darci alla politica, altrimenti il satrapo di Arcore continuerà a incrementare i propri affari in combutta con altri leader antidemocratici quali il colonnello Gheddafi». A parlare in termini così duri è stato il presidente di Idv, Antonio Di Pietro, giunto nella tarda serata di lunedì in piazza Brindisi a Catanzaro Lido per chiudere la due giorni di festa del partito. Accanto a lui per l’occasione l’europarlamentare Luigi de Magistris, il commissario regionale di Idv Ignazio. Messina, il noto imprenditore (candidato alla carica di governatore della Calabria, col sostegno dello stesso Di Pietro, alle elezioni della primavera scorsa) Pippo Callipo, il capogruppo nell’assise di Palazzo Campanella Giuseppe Giordano, gli altri due componenti della medesima assemblea Emilio De Masi e Mimmo Talarico nonché il coordinatore provinciale del capoluogo Gianluca Silipo. Fra i presenti anche alcuni membri del Pd e dell’Udc catanzarese, tra cui l’assessore comunale alla Cultura Antonio Argirò. Dopo l’intervento dell’ex Pm famoso per l’inchiesta Mani Pulite, i concetti altrettanto incisivi del collega De Magistris: «Fortuna che questa terra non esprime solo un panorama desolante reso tale da certe amministrazioni locali guidate da sindaci costretti a districarsi nel marasma dei problemi legati al 41 bis e ai provvedimenti restrittivi della libertà personale emessi dall’autorità giudiziaria per questioni di criminalità organizzata. E non fa molta differenza che le misure cautelari riguardino magari qualche familiare, visto che chi vuole gestire la cosa pubblica deve essere specchiato e di conseguenza al di sopra di ogni pur minimo sospetto». «Lo stesso disappunto – ha proseguito – va espresso per le imbarazzanti tesi sostenute dal presidente Scopelliti che in televisione ha illustrato le ragioni a fondamento dell’impellente necessità di costruire il ponte sullo Stretto. Peccato che nel citare le positive implicazioni sul turismo, l’occupazione e il potenziamento delle infrastrutture, ometta viceversa di rendere no-to il vero motivo della fretta nell’avvio della realizzazione dell’opera, ovvero l’arricchimento della solita cricca di grandi industriali e faccendieri amici di chi comanda. Perché non si pensa, al contrario, al modo in cui migliorare il pietoso stato della A3 e della Statale 106?». «Ma il mio moderato ottimismo – ha concluso – deriva dal comportamento della gente perbene come le tantissime persone che in pieno agosto hanno gremito le piazze di taluni piccoli centri, quelle di cui i sindaci non hanno negato la disponibilità perché è accaduto anche questo, per ascoltare le discussioni su fenomeni molto gravi quali il depauperamento dell’ambiente. Uno scempio dei patrimoni naturalistici calabresi, causato da installazioni poco utili alla collettività ma molto redditizie per chi le sfrutta ricavandone ingenti profitti». «Un barlume di speranza è stato tratteggiato anche dalle affermazioni di Callipo: «Anche qui, seppur in un contesto reso difficilissimo da una serie di pesanti fattori negativi, si può avviare una pacifica rivoluzione. I quasi 107 mila voti scevri da qualunque condizionamento che ho ottenuto, tengo sempre a rimarcarlo, testimonia la voglia di una reale inversione di tendenza. Abbiamo imboccato la strada giusta. Ma non essendo avvezzo a raccontare frottole, ammetto che con Italia dei Valori siamo ancora nella fase del fidanzamento. Tuttavia le premesse per un matrimonio felice ci sono. Peccato che la nostra unione alle elezioni non abbia fruttato una vittoria di cui si sarebbero giovati gli abitanti dell’intera regione, già delusi dai circa cento giorni della asfittica gestione Scopelliti. Lo stesso esponente politico che, è bene ricordarlo, ha fatto parte di una delle Giunte Chiaravalloti, corresponsabile dello sfascio del sistema sanitario calabrese». “Il risanamento del deficit sanitario Calabrese non è tecnicamente possibile in assenza di sussidi diretti o indiretti da parte dello Stato che in atto non sembrano possibili. Il motivo è molto semplice”. E’ quanto si legge in una nota di Enzo Tromba, coordinatore regionale del Patto Etico per la Calabria. “La sanità Calabrese – continua Tromba- ha perso negli ultimi tredici anni in termini di conto economico in occasioni di investimenti migliorativi e non si può pensare di recuperare tredici anni d’occasioni perdute. Nel 1997 l’ultima cartolarizzazione del debito sanitario calabrese, da quella data ad oggi si sono prodotti oltre due miliardi di deficit sanitario senza migliorare la risposta sanitaria sul territorio con strutture obsolete dal punto di vista strutturale e strumentale, con le successive fughe delle migliori professionalità mediche e tecniche. Ad oggi in Calabria non ci risulta sia stato avviato nessun percorso per la gestione del rischio clinico nell’adozione di protocolli operativi per sapere chi fa e cosa fa. Senza voler propagandare un sistema di pensiero complesso, cerchiamo di semplificare con una piccola quantità di numeri fondamentali che ci consente di fare delle osservazioni e delle delezioni in grado di preservarci per il resto della vita. Nel 2009 – si legge nella nota- la spesa sanitaria calabrese è stata di € 3.949.423.920, a fronte di una quota Irap di 615.647.000, di un’addizionale irpef di 197.707.000 insieme con altre entrate per € 174.837.007, un totale di contributi che vanno a coprire la spesa sanitaria di € 988.191.007 e facendo una semplice sottrazione, la quota che lo stato dovrebbe integrare per fare andare in pareggio il 2009 è pari a € 2.961.232.913. “Unus et sapientissimus” saprà che il Governo dovrà presentare in Parlamento entro il 20 settembre “decisione di finanza pubblica”, il vecchio DPEF ed entro il 15 ottobre la “legge di stabilità”. Come si regola la regione, quando il Governo dovrà indicare la quota di indebitamento per la spesa in conto capitale riferita alle amministrazioni locali? Tutto questo creerà un quadro programmatico triennale in stretto collegamento con il processo di attuazione del federalismo fiscale. Poiché Tremonti considera archiviata la stagione del rituale “assalto alla diligenza” e ritiene che la finanziaria non potrà contenere norme “localistiche e micro settoriali”, quale sarà la soluzione per il deficit sanitario Calabrese? A fronte di queste cifre – conclude Tromba- di Irap, Irpef più addizionali ed altre entrate di eventuali piani di rientro, diventano fantomatici come altrettanto fantomatici diventeranno le eventuali misure di normalizzazione della sanità calabrese se non si avvierà immediatamente il dibattito pubblico e istituzionale su un nuovo e concreto Piano Sanitario Regionale”. CATANZARO - 31 AGO 2010 - “E’ davvero incredibile che il sindaco di Corigliano Calabro Pasqualina Straface, accusata di concorso esterno in associazione mafiosa per i suoi presunti stabili collegamenti con la criminalità organizzata, resti ancora al proprio posto”. A sostenerlo è Luigi de Magistris, europarlamentare Idv. “Dall’inchiesta ‘Santa Tecla’ della Dda - continua de Magistris - emerge un quadro davvero inquietante che evidenzia gli intrecci tra amministratori pubblici, politici, imprenditori, professionisti e criminalità, finalizzati all’accaparramento illecito dei soldi pubblici e al controllo del voto. Lo stesso scenario sul quale io stesso, da magistrato, avevo indagato - in particolare sull’erogazione di contributi europei per l’agricoltura -, e nel quale un ruolo di primo piano aveva la ‘cricca’ di riferimento del sindaco Straface”. “Bisogna liberare Corigliano da questa cappa politico-mafiosa che controlla l’economia del territorio, il lavoro e il voto - conclude de Magistris -, e ripristinare le più elementari regole della democrazia. Di fronte all’arroganza di una classe politica che crede di potere far finta di nulla, il governo deve intervenire con l’accesso agli atti dell’amministrazione, per verificare il livello di infiltrazione della criminalità e procedere, se necessario, allo scioglimento del Consiglio comunale”. ( “L’Italia dei valori aderisce con convinzione alla manifestazione del ‘No B-day 2′, indetta dal Popolo Viola il prossimo 2 ottobre a Roma”. Lo afferma il presidente dell’Idv, Antonio Di Pietro, che aggiunge: “Ancora una volta scenderemo in piazza al fianco dei cittadini per ribadire il nostro fermo dissenso al governo Berlusconi, alle leggi ad personam, al ddl intercettazioni, e a questa politica strumentale. Il ‘No B-day2′ sara’ un appuntamento importante per dare voce a tutti coloro che sono stanchi di una maggioranza che fa acqua da tutte le parti, e che pensa solo a insultarsi e a litigare invece di far fronte alle gravi emergenze che attanagliano il Paese. Mai come in questo momento e’ importante richiamare l’attenzione delle Istituzioni sulla questione morale ancora irrisolta, sulla grave crisi che si sta consumando all’interno del Pdl, immobilizzando le attivita’ parlamentari, e sulla necessita’ di cambiare la legge elettorale vigente”
“Rimaniamo sinceramente allibiti rispetto al fatto che,pur in presenza di una indagine adesso anche a suo carico per concorso esterno in associazione mafiosa,il Sindaco di Corigliano Pasqualina Straface e la sua maggioranza,nell’ultimo Consiglio comunale,abbiano sostanzialmente fatto finta che nulla sia accaduto e stia accadendo e,indifferenti rispetto alla grave caduta d’immagine che sta subendo la Città di Corigliano,rimangano abbarbicati alle loro rispettive poltrone e non avvertano l’esigenza morale e politica insieme,prima ancora che giudiziaria,di dimettersi e ridare la parola al corpo elettorale. Se si vuole restituire credibilità e autorevolezza alla Città e alle sue Istituzioni,non si può continuare un minuto in più in questa situazione e non saranno certamente i muscoli e l’apparente unanimismo che la maggioranza e i partiti di centro-destra,compresa l’UDC, hanno mostrato nel consiglio comunale dell’altro ieri,a ridare forza e credibilità nell’opinione pubblica al Sindaco,ormai sempre di più ostaggio di chi vuole soltanto continuare a gestire spazi di potere nella macchina comunale,mentre la Città e le sue forze sociali e produttive guardano con sconcerto,disorientamento e preoccupazione a tutto quello che sta succedendo.” Condividiamo e aderiamo all’appello del direttore de Il Quotidiano della Calabria, Matteo Cosenza e alla manifestazione che propone rispondendo: “Idv Calabria c’è e ci sarà”. E’ necessario scendere in piazza contro la ‘ndrangheta e contro ogni potere mafioso, per riaffermare la democrazia e la legalità, per la sicurezza e la libertà a Reggio e in ogni altro luogo della Regione in risposta all’attentato dei giorni scorsi su cui sta indagando la magistratura e in risposta all’escalation incessabile di duri attacchi dei poteri occulti a chi lotta il crimine in prima fila. Questa è la nostra Regione, questa è la Regione che vogliamo e a cui vogliamo che facciano riferimento tutti i cittadini: una regione e una città solida nei suoi valori, resa sicura dalla fiducia tra le persone e saremo in piazza per dare una risposta ferma. I gravi episodi di criminalità verificatisi negli ultimi giorni suscitano profondo allarme sociale ed impongono a tutte le istituzioni, alle associazioni di categoria, ai sindacati e alle istituzioni preposte alla tutela dell’ordine pubblico, per quanto di competenza, la massima attenzione al fine di arginare, reprimere e prevenire per il futuro il ripetersi di simili episodi criminosi e per tenere alto il livello di attenzione sul rischio di infiltrazioni criminali nel tessuto economico e sociale. Ormai è divenuto tutto estremamente pesante ed insopportabile, il clima è tesissimo e bisognerà tenere alta l’attenzione per tutelare chi, da sempre si spende al fianco dei cittadini onesti. La ‘ndrangheta ha finito col persuadersi di avere diritto a governare la Calabria e si sente in competizione con lo Stato, manifestando questa sua convinzione colpendo con atti vili proprio chi lo difende. La vicinanza a chi combatte quotidianamente la ‘ndrangheta và dimostrata predisponendo i fondi alle forze dell’ordine che il governo, invece, ha levato, salvo poi sprecarsi in lodi che non certo aiutano le forze di polizia ad avere la benzina nelle macchine. La ‘ndrangheta non è un problema solo delle forze dell’ordine, ma anche della politica, dell’imprenditoria e della società civile. La politica deve agire di conseguenza per lasciare fuori dai palazzi i condannati e gli inquisiti e all’imprenditoria sana và data possibilità di ribellarsi alle vessazioni della criminalità.Chi dovrebbe capire fa finta di non capire, e ormai drammaticamente tutti i giorni siamo costretti a stringerci a difesa di chi, non demorde e combatte. Ma dove si vuole arrivare? Alla Sicilia degli anni ‘90? Che cosa dobbiamo aspettare? Che sia troppo tardi? Italia dei Valori aderisce all’appello affiche’ si intervenga con una grande mobilitazione democratica per sovvertire lo stato delle cose. Ignazio Messina – Deputato e Commissario Regionale dell’Italia dei Valori in Calabria L’Italia dei Valori di Catanzaro ha organizzato la la Festa Provinciale del partito dipietrista. A comunicarlo con una nota è Gianluca Silipo, coordinatore provinciale. La festa sarà articolata in diversi momenti e avrà inizio il 29 agosto alle ore 21 in Piazza Brindisi a Catanzaro Marina con il dibattito “Veleni sotto il sole” con interventi di Francesco Saccomanno(Coordinamento Nazionale del Forum Ambientalista) e Martino Vergata (Resp. Prov. Dipartimento Ambiente e Territorio Idv) per concludersi alle 22 con il concerto etno-rock gruppo “scarma”. La manifestazione proseguirà poi il giorno dopo 30 agosto alle 21 sempre in piazza Brindisi con l’intervento del presidente Nazionale del partito, Antonio Di Pietro, del commissario regionale calabrese Ignazio Messina, dell’Europarlamentare Idv Luigi de Magistris e del Cav. Pippo Callipo candidato alla Presidenza della Regione Calabria sostenuto da Idv. Partecipano il Capogruppo IdV Giuseppe Giordano e i Consiglieri regionali Mimmo Talarico, Emilio De Masi. Il coordinatore Provinciale e quello Cittadino di Reggio Calabria di IDV, rispettivamente Mimmo Ceravolo e Aldo De Caridi, nell’esprimere la totale e piena solidarietà al Giudice Di Landro ed alla Magistratura intera che quotidianamente si espone nella lotta alle varie mafie, intende segnalare ancora una volta come l’attentato e la strategia che si sta ponendo in essere, chiaramente finalizzata a destabilizzare le Istituzioni serie, punti di riferimento per la Calabria per bene ed onesta, non possa essere considerata un fatto solo ed esclusivamente “‘ndranghetistico”. “Occorre individuare quale poteri oltre alla ‘Ndrangheta – scrivono in una nota i coordinatori- hanno interesse a che la Magistratura si occupi di tutt’altro e non del malaffare che oramai ha permeato quasi tutti gli ambienti, dalla politica all’economia e il compito di tale individuazione non può essere assegnato solo alla Magistratura Solidarietà ed incoraggiamento al procuratore generale di Reggio Calabria Salvatore Di Landro, dopo il grave attentato intimidatorio della scorsa notte, viene espressa dall’on. Giuseppe Giordano, capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio regionale. “L’intimidazione al Procuratore – dice Giordano- è l’ennesimo attacco che le forze oscure presenti nella nostra terra sferrano nei confronti della Magistratura. Vanno individuati al più presto i responsabili delle minacce e va garantita sicurezza a chi è esposto in prima linea, come Di Landro, nella lotta alla ‘ndrangheta. L’impegno istituzionale della procura generale di Reggio è condiviso dal gruppo consiliare dell’Italia dei valori – conclude Giordano- unitamente alla dura battaglia tesa all’affermazione del principio di legalità che tutti i Magistrati compiono contro il crimine , grazie alla quale, lo Stato riafferma la sua presenza, condizione indispensabile per assicurare sicurezza la territorio. “Solidarietà a Di Landro per le battaglie e l’impegno contro il Cancro che fa morire la Calabria che sta vivendo lo stesso periodo che ha vissuto tristemente la Sicilia negli anni ‘90, quando subì la morte di Falcone e Borsellino, chiaramente annunciata, ma sottovalutata. Questo accade purtroppo oggi in questa terra meravigliosa”. E’ quanto afferma in una nota il commissario regionale dell’Italia dei Valori, Ignazio Messina. In Calabria si avverte ormai la necessità della presenza dell’esercito, che presidi, vigili e tuteli sia i cittadini che chi lotta in prima linea come i magistrati. Che Maroni- conclude Messina- piuttosto che slogan e solidarietà fasulle, dia testimonianza della sua vera vicinanza alle Procure finanziandole massicciamente con strumenti, uomini e mezzi per fare in modo che la Calabria si difenda dal cancro della malavita monitorando il territorio”. Il Dipartimento Giovani dell’Italia dei Valori Calabria unitamente al Coordinatore Nazionale Rudi Russo esprime massima solidarietà al Dott. Salvatore Di Landro vittima di un grave atto intimidatorio questa notte nei pressi della sua abitazione a Reggio Calabria. La ‘ndrangheta alza il tiro nei confronti della magistratura reggina forse perché dopo parecchi anni, si trova di fronte uomini dello Stato che attraverso il loro operato stanno mettendo in seria difficoltà il sistema criminale ‘ndranghetista. E’ sotto gli occhi di tutti l’incisività con cui la Magistratura sta combattendo questa lotta alla criminalità organizzata grazie al lavoro di giudici e forze dell’ordine che di certo non si faranno intimidire da quanto accaduto. Atti come questi non fanno altro che testimoniare la bontà del lavoro investigativo nella lotta al crimine. Nonostante la personalizzazione dell’attacco alla magistratura nella persona del Procuratore Di Landro, ci teniamo a far sapere che al suo fianco c’è l’intera popolazione calabrese, i giovani in particolare, che credono in un futuro migliore e in un riscatto morale per la nostra regione. Ora piu che mai alla luce dell’ennesima sfida lanciata dalla ndrangheta è assolutamente necessario che lo stato, le istituzioni e la società civile si stringano attorno a coloro i quali sono tutti i gioni in prima linea nella lotta alla mafia. Saremo inoltre presenti nel tardo pomeriggio di oggi al sit in organizzato da Libera e Reggio Non Tace, confidando che tanta gente comune scenda in strada a manifestare vicinanza al Dott. Di Landro. Ci auguriamo inoltre che la Procura di Catanzaro, competente ad indagare sugli attentati ai magistrati reggini, individui al piu presto gli autori del vile gesto. CATANZARO - 26 AGO 2010 - Solidarietà al procuratore generale di Reggio Calabria Salvatore Di Landro, dopo il grave attentato intimidatorio della scorsa notte, viene espressa dall’on. Luigi de Magistris, europarlamentare Idv e responsabile giustizia e sicurezza del partito. “Le bombe di Reggio Calabria - dice de Magistris - dimostrano come il lavoro di magistratura e forze dell’ordine stia facendo saltare il vero ‘modello Reggio’, ossia quella pax mafiosa che garantisce un perfetto equilibrio tra politica, ‘ndrangheta e istituzioni deviate nell’esercizio del potere e nella gestione degli affari. Le recenti inchieste della magistratura reggina - in particolare quelle che hanno ad oggetto i rapporti tra mafia e politica - stanno evidentemente sferrando colpi mortali agli interessi, soprattutto economici, del sistema di potere politico-criminale che tiene le mani sulla città. I magistrati reggini non devono restare isolati ed esposti all’arrogante violenza delle cosche. Le istituzioni, la politica sana, tutti i cittadini, devono stringersi attorno ai servitori dello Stato impegnati nella difesa della legalità”, conclude de Magistris. “C’è difficoltà a comprendere le ultime vicende che attraversano la crisi municipale a Reggio Calabria, il centro destra pur avendo intercettato ed interpretato l’ansia d’innovazione che veniva dalla città, non è riuscita a trasformarla in azione di governo.Sono andati pure a Roma per chiedere consiglio, non ricordando la lezione che a Reggio glielo poteva dare pure “brigghiu”.Un sipario dipinto che dietro nasconde un’altra realtà, così appare oggi la scena politica Reggina. Si respira un’atmosfera di “Aspettando Godot”, dove il personaggio della celebre commedia di Samuel Beckett, vaga per la scena con una corda annodata al collo in cerca di un ramo cui impiccarsi”. E’ quanto scrive in una nota il Coordinatore Regionale del Patto Etico per la Calabria, Enzo Tromba. “C’è chi vuole fare le barricate, chi riscopre la questione Reggio, addirittura chi detta le priorità ed i tempi della politica – continua Tromba- finalizzando tutto alla propria carriera politica. Una continua corsa per mettersi in prima fila cercando di accreditare l’idea de “il vero leader sono io”. Un continuo contrapporsi d’odore di nostalgia .C’è comicità chiassosa in quest’eterea composizione d’immagini che nascono dal nulla e nel nulla si dissolvono dopo pochi istanti.Un velo di tenue malinconia assale il cittadino quando vede chi è preposto a fare e decidere, comportarsi come chi non può far niente se non festeggiare i “no” che si sono detti e quelli che si diranno per costruire una città sempre più bella e gentile. Le tenere nevicate di bolle di sapone che ci propinano i nostri palloncini al guinzaglio con il seguito di trenini di questuanti trainati in un fitto turbinare di fiocchi di carta, ci riportano alla triste realtà quotidiana. Realtà, dove le famiglie finiscono i soldi dello stipendio prima della fatidica quarta settimana e la disoccupazione giovanile supera la soglia del 50%.Basta con questa commedia delle parti. Non serve incentrare i problemi sui rapporti fra parole e sentimento, occorre agire per non rimanere “grigi”,esercitare il proprio libero arbitrio. ”Il paese è caldo e vivo come una mandra” scriveva Alvaro, così è Reggio oggi. Basta con l’angoscia dell’inafferrabile sviluppo, si è coscienti della crisi, si vuole cambiare il cambiamento.Non cambiamento di facciata gattopardesco, ma cambiamento che deve farci diventare protagonisti del nostro destino facendo decidere gli uomini che oggi sono al comando. Quale futuro attende i reggini?Le soluzioni per dare risposte ai bisogni dei cittadini ci sarebbero, senza aspettare che cadano dal cielo “salame e ova bugghiuti” o attendere che alla fine decida “unus et sapientissimus”. Vorremmo udire una voce forte e convinta levarsi da Confindustria, Camera di Commercio, Sindacati, Ordini professionali e Università delle due sponde, in direzione della classe politica perché s’impegni alla realizzazione del progetto della Città Metropolitana per la Regione dello Stretto. Solo così si scanseranno ipotesi di piccolo cabotaggio e su questo si misurerà il valore della nostra classe politica e dirigente e si eviterà anche di tagliare le gambe alle generazioni future facendo uscire dalla marginalità e dal sottosviluppo quest’area, per essere pronti alle sfide future che si apriranno nel Mediterraneo. Occorre una classe politica- conclude Tromba- all’altezza dei compiti che l’attendono, per dare quella spinta al cambiamento che tutti si aspettano, per vivere un futuro da protagonisti nel Mediterraneo.Cambiare Reggio, Reggio Cambia”. CATANZARO - 25 AGO 2010 - “Occorre ribadire, ancora una volta, la nostra netta contrarietà alla realizzazione della centrale del Mercure”. A sostenerlo è l’on. Luigi de Magistris, europarlamentare Idv, che rispetto alla compatibilità ambientale dell’opera ha interessato, con una interrogazione scritta, la Commissione europea. “E’ apprezzabile che, seppure in maniera tardiva, anche qualche sindaco stia riconsiderando la propria posizione, dichiarando il proprio no alla realizzazione dell’impianto”, dice de Magistris, che spiega: “Pensare ad una centrale nel cuore del Parco del Pollino è veramente assurdo! Una zona straordinaria dal punto di vista paesaggistico, la cui ricchezza è costituita proprio dal patrimonio ambientale e delle produzioni tipiche, verrebbe sfregiata da una struttura mastodontica. Con buona pace delle opportunità di sviluppo turistico e della crescita di quella piccola e media impresa, soprattutto giovanile, capace di riattivare un’economia virtuosa e sostenibile e invertire la tendenza allo spopolamento del territorio montano. Mega-strutture come quella del Mercure non creano occupazione, non danno alcuna ricchezza al territorio: i pochi posti di lavoro creati potranno servire a qualche politico o signorotto locale per barattare qualche voto. L’occupazione, in zone come quella del Pollino, si crea con la valorizzazione delle peculiarità del territorio: turismo, artigianato, agricoltura, anche energia pulita se questa non si trasforma, come nel caso dell’eolico selvaggio, in una ulteriore devastazione dell’ambiente. Solo così si può restituire alla comunità una possibilità di sviluppo autonoma, senza favorire i soliti ‘prenditori’ che, a braccetto con la politica, continuano a ottenere benefici e ricchezza, gestendo un magro mercato del lavoro e controllando il voto nell’interesse dei propri benefattori”, conclude de Magistris. La situazione politica che vive il nostro paese è gravissima. Il governo Berlusconi nonostante il cavaliere voglia fare di tutto per cercare di nasconderlo ormai è finito, e con questo governo credo sia arrivata al capolinea anche un’intera esperienza che dura da tempo, quella di Berlusconi, un’esperienza che definire fallimentare equivale a fare un complimento. Berlusconi ha governato per circa otto anni e il bilancio è del tutto negativo. Vi è stata nei suoi anni di governo una crisi profonda della politica, una crisi economica, morale, una crisi di credibilità delle istituzioni che ha fatto pagare e sta facendo pagare ancora oggi in termini di immagini un prezzo elevatissimo al nostro paese. Vi è una questione morale aperta, una pressione fiscale che porta al collasso i redditi più bassi, vi è un’inefficienza e un aumento della corruzione nella Pubblica Amministrazione che non si era mai vista, come rilevano anche le vicende legate alla criminalità organizzata di stampo mafioso e la collusione di questa con la politica. Tutto questo crea una situazione di scollamento tra le varie istituzioni e uno squilibrio nel nostro paese. Le dimissioni di Scajola, di Brancher, e per ultimo di Cosentino hanno dimostrato la crisi di valori che investe il nostro paese, questa catena di dimissioni non è altro che la riprova del fallimento morale e politico dell’esperienza Berlusconi, dei suoi amici e collaboratori più stretti. La presa di distanze di Fini da Berlusconi sempre più netta lascia ipotizzare ai più, elezioni anticipate, ma non tutti sanno, almeno non gli addetti ai lavori, che tornare a votare con l’attuale legge elettorale, non sarebbe utile soprattutto al centrosinistra, che ancora vive di lacerazioni interne profonde, che non è capace di parlare al paese con una voce sola, che non è capace di di scegliersi un leader che tenga unito l’intero schieramento di centrosinistra. Andare alle elezioni anticipate subito, non sarebbe utile al paese che ha ancora tante questioni aperte e che sarebbe più opportuno che alcune di queste venissero risolte prima di andare nuovamente alle urne. Credo che un governo di transizione, di larghe intese o di responsabilità nazionale, o come vuol chiamarsi, non è questo il punto, sarebbe necessario e faccia bene soprattutto al paese. Berlusconi e la maggioranza devono richiamarsi, anche se capisco che gli risulta difficile, ad un profondo senso di responsabilità nazionale e capire che prima del risultato elettorale, conta il bene delle istituzioni e del paese ed aprire quindi ad un governo di transizione che affronti le questioni urgenti, tra cui la riforma della legge elettorale. Non capire questo, non capire che questo governo prima se ne va e meglio è per tutti, provoca un immobilismo dell’azione di governo che un paese come l’Italia non può permettersi il lusso di avere. Spero che Berlusconi non perda l’occasione, forse l’ultima che gli è rimasta, di fare bella figura e prenderne atto. Giacomo Fuscaldo Presidente IDV - Circolo di San Giacomo d’Acri “E’ una truffa che Fini e Casini stanno tentando ai danni della coalizione riformista. Quei buontemponi del Pd non se ne stanno rendendo conto”. Cosi’ il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, in una intervista a Repubblica a proposito dell’alleanza costituzionale proposta da Dario Franceschini (Pd).Di Pietro spiega che l’Idv “e’ pronta ad allearsi con il diavolo, pur di liberarsi di Berlusconi. Peccato che ne’ Casini ne’ Fini vogliono una coalizione di centrosinistra. Ognuno ha un obiettivo: Fini vuole creare una nuova coalizione di centrodestra e Casini ne vuole una di ‘interdizione’. Piu’ tempo avranno a disposizione piu’ saranno un problema. A quel punto, in una gara a tre il centrosinistra rischia di arrivare ultimo”.Il leader dell’Idv si dice poi convinto che il centrosinistra puo’ battere da solo Berlusconi: “Si’. Bastiamo noi, il Pd, Vendola e gli altri pezzi di sinistra che sono fuori dal Parlamento”.Insomma, aggiunge, per il Pd “rincorrere la chimera-Casini e’ di una cecita’ assoluta. E piu’ pensiamo a governi tecnici, piu’ questi avranno tempo per fregarci”. E’ prioritario che il Governo Scopelliti incominci a collocarsi nell’ottica di contenimento e di razionalizzazione della spesa pubblica al fine di procedere ad una nuova riorganizzazione delle società partecipate regionali, mantenendo esclusivamente quelle società partecipate dedicate a quei settori in cui la Regione Calabria persegue le proprie finalità istituzionali. Pertanto, è divenuto indispensabile dismettere la propria partecipazione da quelle le società che rientrano in ambiti di attività non strettamente collegate alle funzioni della pubblica amministrazione, e di conseguenza, non realizzano l’interesse generale, con gravose ripercussioni sui calabresi e sull’amministrazione stessa.Una di queste è senza dubbio l’Aeroporto Sant’Anna di Crotone, che ha registrato, nell’ultimo bilancio d’esercizio (relativo al 2007) un risultato economico estremamente negativo, pari ad € 1.198.520,00, imputabile ad un volume del traffico aereo non adeguato a coprire i costi d’esercizio, che ha determinato il completo azzeramento del Patrimonio Netto. Il Governo Scopelliti non può ignorare tali allarmanti dati e procedere, non curante, ad intese con compagnie che potrebbero rivelarsi rischiose oltre che infruttuose, ma dovrà scrupolosamente attenersi allo studio dell’Enac nonchè alle linee interpretative della Corte dei Conti e della giurisprudenza amministrativa, secondo le quali l’ente locale deve cedere le sue partecipazioni nell’ipotesi in cui non rinvenga elementi significativi di pubblico interesse nello svolgimento delle attività di tali società e non sia in grado di orientarle alla produzione di attività corrispondenti a finalità istituzionali o servizi pubblici, deve cedere le sue partecipazioni nelle stesse. L’attuale giunta regionale ha quindi l’indiscutibile dovere di compiere scelte ponderate nell’interesse dei calabresi, adeguandosi ai dati fortemente negativi emersi sulla situazione dell’Aeroporto e valutando con rigorosa cautela l’attività sviluppabile dalla partecipata. Filomena Falsetta (Patto Etico per la Calabria) AMANTEA –C’è una Calabria viva, attenta e vogliosa di ribaltare una condizione difficilissima che vede questa terra in mano al sistema del malaffare e dell’arricchimento facile. E’l’aspetto positivo che Luigi De Magistris, coglie e trasferisce al gremito uditorio che lo ha atteso con interesse in piazza Cala Vecchia, sabato sera, dove è arrivato puntualissimo, assieme alla moglie. Al tavolo ad attenderlo Carlo. Diana,punto di riferimento dell’Italia dei Valori in città, il consigliere regionale Mimmo Talarico e il sindaco Franco Tonnara. L’occasione per discutere ed approfondire su un tema interessante qual è “La buona amministrazione – Il cantiere di un paese migliore”, è stata quelladell’inaugurazione della sede cittadina del movimento di Antonio Di Pietro. Un intervento franco, mai sceso, diciamolo subito, nei fatti e nelle circostanze che lo hanno visto protagonista in Calabria da magistrato. La “carne al fuoco” della condizione calabrese e del Paese, servita dallo stesso Diana, è stata affrontata da Talarico, che ha inteso sottolineare la necessità per la Calabria e la voglia del partito di accorciare le distanze tra il Palazzo e la società civile, e da Franco Tonnara, che non ha taciuto sulla necessità di attivare ogni meccanismo culturale per un risveglio delle coscienze che deve fare da sostegnoe da fondamento alla necessaria ed auspicata stagione di cambiamento. Il ragionamento del primo cittadino, é servito all’ex magistrato di Catanzaro come spunto al suo intervento, che ha assunto così un taglio molto politico, finalizzato a descrivere quanto si profila all’orizzonte. Siamo davanti, ha detto in riferimento alle difficili giornate della maggioranza berlusconiana, ad una lotta interna alla destra che vede, al di là di quello che si racconta, molti uomini di potere preparare una grande operazioni di maquillage, con il rientro a Canossa dei Finiani e lo stesso presidente della Camera designato a sostituire Berlusconi, “anticomunista ma molto amico di Putin e di Gheddafi”. L’europarlamentare si è poi soffermato sulle grandi manovre perfare nuovi affari con le privatizzazioni, in parte bloccata, della Protezione Civile, e, in itinere, dell’acqua, della scuola. Non sono poi mancati gli accenni alle questioni che riguardano la Calabria: centrale biomasse e ponte sullo stretto in primis, quest’ultimo finalizzato, secondo De Magistris, allo sfruttamento affaristico di una grande quantità di denaro, con il rischio serissimo che possa diventare la più grande incompiuta della storia italiana. |
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